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Strategia Nazionale Aree Interne “Appennino Lombardo – Alto Oltrepò”

La strategia

Centrale nella strategia d’area sono anche gli interventi che si propongono di incidere, in chiave innovativa, sulla componente giovanile della popolazione. Come già rilevato nei capitoli precedenti, il racconto emerso nella fase di ascolto del territorio evidenzia un forte attaccamento dei giovani al proprio territorio d’origine, ma non solo, aree come l’Otrepò attraggono giovani cittadini alla ricerca di nuovi stili di vita. Tale fenomeno si rende anche evidente nella partecipazione dei giovani alla vita politica e sociale della comunità: è alta la componente giovanile nel governo delle Amministrazioni locali, così come è alta la partecipazione dei giovani al tessuto associativo. Allo stesso tempo la minore attrattività di forme d’impiego a tempo determinato, ormai ampiamente diffuse, e i sempre maggiori costi legati al pendolarismo, determinano una tendenza della componente giovanile a investire, in forma auto imprenditoriale nel territorio, in particolare nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato agroalimentare e del turismo. I giovani devono – già oggi – confrontarsi con un altro tipo di lavoro: un lavoro ricco d’idee, competenze, creatività, relazioni, imprenditorialità. E’ dovere di una società responsabile preparare e supportare i giovani rispetto a questo nuovo modo di
produrre. Tale responsabilità non può essere delegata alle sole istituzioni formative, è una responsabilità che riguarda la società intera locale e, in particolare, le politiche culturali portate avanti dalle istituzioni. Le politiche culturali sono il mezzo attraverso cui i giovani possono trovare nuovi stimoli, occasioni d’incontro e di scambio di esperienze, ambiti di sperimentazione di propri interessi e passioni che contribuiscono a rafforzare la loro identità e che, magari, in futuro possono tradursi in professione e nuove forme d’impresa.
Politiche culturali, politiche per le imprese e politiche per l’innovazione si devono intrecciare. Le imprese devono essere coinvolte nell’elaborazione di politiche culturali, come portatrici, esse stesse, di modelli culturali, come luoghi in cui giovani possono incontrare il mondo reale, sperimentare se stessi e la propria creatività. Bisogna creare luoghi intermedi e protetti d’incontro tra cultura ed economia: luoghi in cui sperimentare innovazioni, produzioni creative, iniziative imprenditoriali portate avanti da giovani.
L’organizzazione di stage nelle aziende; di concorsi d’idee; di reti e comunità professionali aperte ai giovani in cui si discute e si produce innovazione; d’incontri con affermati esponenti del mondo della cultura, delle professioni, dell’impresa; di laboratori di produzione creativa; di scambi di esperienze nazionali e internazionali; devono essere gli obiettivi di politiche culturali volte a valorizzare la creatività. Tali politiche hanno un duplice vantaggio: preparare i nostri giovani al futuro che li aspetta e aiutare le imprese a sviluppare
quei contenuti immateriali d’innovazione e creatività che sempre più ruolo hanno nel rafforzare la loro competitività.

Le azioni

La strategia per l’area interna dell’Alto Oltrepò si basa sul binomio riscoperta e innovazione sostenibile della specificità rurale del territorio. Il processo di definizione della strategia ha messo in evidenza come -a causa di uno “sfilacciamento” dei legami comunitari, dovuto principalmente agli alti tassi di emigrazione e pendolarismo- il territorio non ha saputo, o meglio potuto, mantenere negli anni una rete di relazioni interne indispensabile per sostenere e alimentare lo sviluppo socio economico. Tuttavia, questo territorio ha saputo mantenere un’immagine potenzialmente attrattiva legata al suo contesto rurale fatto di eccellenze:
è un territorio “bello” per il suo paesaggio, la natura, i borghi, i castelli e, in generale, il vasto patrimonio culturale materiale e immateriale, e un territorio “buono”, per la qualità della sua offerta agroalimentare. La dimensione rurale, se opportunamente valorizzata e orientata, al di là della dimensione puramente agricola, sarà il fattore sul quale innescare la ripresa socio economica del territorio promossa dalla Strategia Nazionale delle Aree Interne.

A) Nell’ambito delle macro azioni di sviluppo gli interventi di sviluppo locale dovranno quindi prioritariamente rispondere alla necessità di promuovere un sistema turistico condiviso e unitario, capace di renderne distintiva l’offerta e qualificarla in chiave rurale. L’Alto Oltrepò può essere ancora considerato un’area montana a turismo inespresso (il settore è rappresentato solo dal 7,2% delle unità locali dell’area e l’8,2% degli addetti totali), tuttavia va evidenziato che in anni recenti il comparto del turismo è stato l’unico che realmente è andato incontro a uno sviluppo sia quantitativo, sia qualitativo. Al fine di accompagnare supportare tale tendenza di sviluppo e l’iniziativa degli operatori privati, è importante la definizione di una strategia di comunicazione e di un brand che non siamo mere azioni di marketing, ma occasioni di incontro e di condivisione tra i vari operatori per riqualificare, valorizzare e promuovere progetti che sappiano coniugare esperienze agricole, laboratoriali, enogastronomiche e culturali. La ricettività dovrà essere improntata alla cultura dell’accoglienza e qualificarsi in termini di servizi e di strutture capaci di mantenere e promuovere la dimensione ecologica della ruralità. A tal fine è strategica la valorizzazione del territorio dell’Alto Oltrepò in ottica esperienziale, mediante l’organizzazione di comunità ospitali e il management e promozione integrata delle iniziative turistiche del territorio (eventi culturali, degustazioni, educational tour o farm trip). In questo quadro è, inoltre, essenziale procedere a una valorizzazione delle peculiarità del territorio nel suo complesso ed è in quest’ambito che s’inseriscono le politiche di gestione paesaggistica del territorio che fanno prioritariamente riferimento alla valorizzazione delle vie storiche e dei tesori storici e
medioevali dell’Alto Oltrepò.

B) La qualificazione del territorio rurale si sostanzia anche con l’obiettivo di definire un programma che, in base alla normativa vigente – legge 28 dicembre 2015 n.221 (Collegato ambientale 2016) – consenta di qualificare l’Alto Oltrepò come “Green Community” (Art.55 comma 2), in altre parole, un territorio che intende utilizzare in modo equilibrato le risorse principali che possiede e che abbia al centro delle sue politiche il contrasto alle emissioni climalteranti. In questo quadro è per il momento possibile partire da azioni di efficientamento energetico e funzionale del patrimonio pubblico dell’area e a modernizzare le reti tecnologiche comunali. Tale patrimonio pubblico dovrà essere riqualificato e rifunzionalizzato in chiave energetica e smart, attraverso interventi con tecniche innovative e sostenibili che coniughino innovazione e tradizione, che partano dalle materie prime presenti localmente e che siano in grado di valorizzare le tradizionali competenze tecniche e costruttive del territorio. Tali interventi saranno, inoltre, propedeutici a un’azione di coordinamento da parte della Comunità Montana per promuovere l’adozione dei PAESC a livello comunale, rafforzando gli elementi “green” del territorio. Elementi “green” che potranno essere ulteriormente promossi nell’ambito di altri campi d’azione della strategia come la formazione e l’inserimento lavorativo di figure specializzate nella gestione ambientale, le attività di supporto e modernizzazione delle filiere, gli stessi temi della mobilità sostenibile.
I servizi primari (Istruzione e formazione, sanità, mobilità) sono anch’essi sviluppati con l’obiettivo di rafforzare la coesione sociale proponendo soluzioni personalizzate e flessibili. Per tutti e tre gli ambiti i servizi dovranno porre al centro la persona (residenti e turisti) che deve sentirsi parte integrante di un territorio che vuole essere conosciuto e che ha dei valori da trasmettere, un territorio che cura chi lo abita, un territorio che accoglie chi lo vuole visitare.

C) Sul piano dell’istruzione l’obiettivo della strategia è focalizzare l’attenzione sulla specificità rurale del territorio attraverso azioni capaci d’interpretare bisogni economici e produttivi dell’area e di utilizzare spazi e risorse (presenti dentro e fuori la scuola) per tradurli in progettualità pedagogiche e in opportunità di sviluppo. In questo quadro s’inseriscono il consolidamento delle esperienze di applicazione del metodo Montessori nella scuola primaria, l’attivazione di iniziative di alternanza scuola-lavoro nella scuola secondaria,
l’attivazione di percorsi IFTS negli ambiti dell’ambiente, del turismo e delle produzioni enogastromiche, la realizzazione di interventi di formazione continua permanente diretti alla popolazione e agli operatori economici dell’area sui temi del turismo, delle filiere agroalimentari di eccellenza, della sostenibilità e recupero in edilizia, della salute e cura della persona.

D) Sempre sul piano dell’istruzione risulta centrale procedere ad una razionalizzazione e valorizzazione dei plessi scolatici nel comune capofila di Varzi con l’obiettivo di costituire un polo della conoscenza. L’apertura pomeridiana di tali scuole e la organizzazione di servizi volti a favorire la socialità sarà funzionale
all’obiettivo di aumentare la propensione dei giovani a permanere ne contesti formativi. Ma non solo, l’obiettivo è anche consentire un maggior grado di apertura della scuola alla comunità. Tale polo si caratterizzerà, infatti, come luogo dell’innovazione, in cui concentrare le iniziative di carattere aggregativo e formativo previste dalla strategia e finalizzate a far si che i valori della ruralità espressi dal territorio si trasformano in opportunità di sviluppo economico e sociale. Le funzioni concentrate in tale polo consentiranno di: intercettare e far confluire flussi di competenze in Alto Oltrepò, grazie alla organizzazione di scambi di esperienze con realtà esterne e all’uso della tecnologia (servizi di e-learning, web conference, strumentazione tecnologica, ecc.); fornire servizi strategici per lo sviluppo delle filiere produttive e per la nascita di nuove imprese; essere luogo di confronto, monitoraggio e innovazione delle politiche di sviluppo locale; integrare sempre più l’offerta formativa e didattica allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.

E) Il binomio riscoperta e innovazione sostenibile della specificità rurale del territorio è il filo rosso che lega le diverse azioni della strategia. In questo contesto assumono centralità due parole chiave: comunità e innovazione. Coniugare questi due termini significa lavorare per fare “comunità adeguata al tempi”, partendo da una rinnovata “coscienza di luogo” capace di connettersi al mondo. La strategia è l’occasione per favorire la crescita di una comunità capace di gestire i propri beni comuni in una logica di sostenibilità, che individua le proprie potenzialità di sviluppo nella centralità del bene territorio, che punta sull’innovazione per superare la propria collocazione periferica e per continuare a garantirsi i fondamentali diritti sociali di cittadinanza. In prima istanza, risulta quindi fondamentale improntare le azioni di sviluppo al recupero del senso di comunità tipico dei contesti rurali. Per tale obiettivo si rende indispensabile creare momenti permanenti di partecipazione, confronto ed elaborazione attraverso la costruzione di un sistema di monitoraggio civico e d’innovazione che permetta di rafforzare il senso di appartenenza delle comunità dell’Alto Oltrepò e di promuovere un’attività di engagement ed empowerment dei giovani che, sentendosi parte attiva di un processo di sviluppo, saranno incentivati a rimanere e a mettersi al servizio del proprio territorio. Ciò permetterà di accompagnare i processi di sviluppo del territorio attivando e rafforzando le reti tra le diverse componenti territoriali, ad oggi isolate e sfilacciate, attraverso un lavoro di promozione del confronto e del dialogo con gli stakeholder territoriali (istituzioni, fondazioni, associazioni, imprenditori, operatori, ecc.). Imprescindibile dal processo di riscoperta del senso di comunità è anche un elemento di innovazione che consenta di mettere a sistema le eccellenze presenti nell’area e di rendere sostenibili e durature nel tempo la specializzazione e la caratterizzazione rurale dell’Alto Oltrepò. Si tratta di intervenire per formare e consolidare competenze, servizi immateriali volti ad integrare la filiera produzione-servizi. Si tratta soprattutto di aumentare il capitale relazionale e intellettuale delle persone e delle imprese che oggi lavorano nei campi di specializzazione tipici dell’economia locale: campi che, proprio per il fatto di essere “tradizionali”, necessitano di essere innovati e valorizzati per trovare una propria competitività. Ed è in questo quadro che – oltre agli interventi di formazione e assistenza tecnica illustrati nel precedente paragrafo- si inserisce il
complesso di incentivi rivolti alle imprese previsti dalla strategia e riguardanti la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, la modernizzazione delle filiere produttive territoriali e la qualificazione delle imprese turistiche.

F) In tema di mobilità l’esigenza dell’area interna è quella di intervenire su una razionalizzazione del trasporto pubblico locale con particolare riferimento a tre tipologie di utenza: i pendolari per motivi di studio e lavoro, le persone con ridotta mobilità, (quali anziani e disabili) ed i turisti (al fine di rendere maggiormente accessibili le numerose attrattive del territorio). Una delle principali criticità dell’Alto Oltrepò, in relazione alla mobilità, è attualmente legata alla mancanza di un’analisi integrata del sistema trasporti territorio che consenta la selezione di interventi sulla base di una valutazione degli impatti attesi sull’intero sistema dei trasporti per la verifica della relativa sostenibilità sociale, economica, ambientale degli stessi. Per affrontare e risolvere tale criticità si rende opportuna la predisposizione del piano coordinato di trasporto e l’istituzione della figura del mobility manager d’area. L’esigenza è tendere ad un modello di mobilità sostenibile che preveda un potenziamento dei servizi attraverso la sperimentazione di servizi di trasporto flessibili e modelli di mobilità “dolce”. Tale modello sarà necessariamente integrato con gli obiettivi previsti in campo socio-assistenziale ed in campo turistico. Per ciò che concerne la mobilità turistica, in particolare,
si manifesta l’opportunità di valorizzare la presenza dell’asse ciclabile della Greenway e la sua connessione con le vie storiche dell’Alto Oltrepò attraverso l’organizzazione di servizi diffusi sul territorio (noleggio di biciclette a pedalata assistita, punti di sosta e ristoro, servizi navetta).

G) Sul fronte sanitario e socio assistenziale tutta la fase istruttoria ha messo chiaramente in evidenza come il problema di questo territorio non sia tanto sanitario (grazie alle presenza di punti di eccellenza come l’ospedale di Varzi) quanto di tipo socio assistenziale. Le criticità s’individuano proprio nel punto di connessione tra funzione sanitaria e la funzione socio-assistenzale, nel senso che la prima è oggi chiamata a sopperire alle carenze della seconda. Si tratta di carenze imputabili principalmente al fatto che sul territorio dell’area interna operano tre differenti piani di zona e ciò genera la difficoltà di sviluppare politiche strategiche unitarie per tutto il territorio. L’obbiettivo di lungo termine che si pongono gli attori del territorio è quindi arrivare alla costituzione di un unico piano di zona per l’Alto Oltrepò. Per il momento la strategia, in campo sanitario e socio assistenziale, persegue tre obiettivi prioritari: ridurre dell’alto tasso di ospedalizzazione determinato dalla forte incidenza di popolazione anziana che vive sola in frazioni isolate; potenziare il servizio di emergenza urgenza, reso ora difficoltoso dalle caratteristiche morfologiche, insediative e viarie del territorio; supportare la presenza di giovani famiglie nell’area. A tal fine la strategia punta a rafforzare la rete di governo del sistema sanitario integrandola maggiormente sul piano dei servizi socio assistenziali. In questo quadro risulta strategico potenziare i servizi di assistenza domiciliare, anche attraverso l’istituzione di figure come l’infermiere di comunità ed il rafforzamento dei servizi di telemedicina disponibili sul territorio. La dimensione socio assistenziale risulta, inoltre, determinante per contrastare i fenomeni di esodo e spopolamento e favorire il mantenimento legami famigliari a livello intergenerazionale. Fondamentale è quindi la strutturazione di un’offerta di servizi di conciliazione vita-lavoro per le giovani famiglie del territorio e di servizi extrascolastici per l’infanzia che permettano la crescita del minore in un ambiente libero, aperto, solidale e inclusivo. Nel quadro degli interventi socio assistenziali si rende, infine, necessario un intervento di inclusione disabili, allo scopo di implementare le loro competenze e abilità finalizzate all’inclusione sociale e allo sviluppo dell’autonomia personale.

H) Il tema dell’innovazione riguarda anche l’agire amministrativo. Per la concreta attuazione della strategia e della messa a regime del sistema intercomunale permanente, risulta essenziale un programma di capacitazione e formazione degli amministratori e dei dipendenti degli Enti Locali, sia attraverso interventi mirati, sia attraverso azioni di strutturazione di modelli organizzativi funzionali alla aggregazione dei comuni in Unioni e nella gestione permanente dei servizi in forma associata. Tale azione risulta importante per consolidare i già alti livelli di coesione istituzionale che le Amministrazioni Locali, con il coordinamento della Comunità Montana Oltrepò Pavese, hanno saputo esprimere nel corso dell’elaborazione della strategia.

I) Come evidenziato nell’analisi dei dati statistici, l’area interna dell’Alto Oltrepò si caratterizza come un area di crisi di lungo periodo, dove il numero d’imprese e occupati è in costante calo dal 2001. A tal fine si rendono necessari interventi rivolti all’inserimento o al reinserimento lavorativo. A tal fine risulta necessario prevedere un intervento riguardante la dote unica lavoro che consentirà un percorso di politica attiva integrato con le previsioni obbligatorie previste da Decreto legislativo 150 attuativo del Job Act e fornirà l’aiuto necessario per l’inserimento od il reinserimento nel mercato del lavoro. L’intervento intende rispondere alle esigenze delle persone nelle diverse fasi della propria vita professionale con un’offerta integrata e personalizzata di servizi. Tali misure di politica attiva, saranno in particolare rivolte ai settori che offrono maggiori prospettive di crescita (ad esempio nell’ambito di: green economy, blue economy, servizi alla persona, servizi socio-sanitari, valorizzazione del patrimonio culturale, ICT).

L) In considerazione del preminente ruolo svolto dal settore agricolo nell’economia dell’area interna risulta strategico supportare lo sviluppo delle proposte progettuali emerse nella fase di confronto con le imprese agricole del territorio con in intervento rivolto allo sviluppo e all’innovazione del sistema agro-Silvo. Pastorale dell’Alto Oltrepò che sarà, in particolare, riferito: al sostegno ai giovani agricoltori, all’innovazione nelle produzioni agroalimentari; a investimenti per l’accrescimento del valore della trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti agro-silvo-forestali; alla prevenzione e ripristino dei danni alle foreste; all’agricoltura sociale e alla educazione ambientale ed alimentare.

I progetti

Miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio culturale dell’Oltrepò:

1.1 Piano di Sviluppo e di promozione del territorio dell’Appennino Lombardo
1.2 L’alto Oltrepò: comunità ospitale
1.3 Tesori medievali dell’Appennino Lombardo
1.4 Riscoprendo l’Appennino Lombardo – Vie storiche e Greenway dell’Alto Oltrepò

Contrasto alle emissioni climalteranti Oltrepò 

2.1 Efficientamento energetico Community hub Santa Margherita di Staffora
2.2 Efficientamento energetico Community hub Rocca Susella e Menconico
2.3 Efficientamento energetico plesso scolastico Ruino
2.4 Efficientamento energetico Comune di Brallo di Pregola
2.5 Efficientamento energetico di un presidio aggregativo culturale presso Casa d’Agosto nel Comune di Valverde
2.6 Oltrepò Illuminato

Rafforzamento dell’interazione tra scuola e territorio, in accordo con le vocazioni comprensoriali

3.1 Adozione di principi psico-pedagogici e di pratiche metodologiche montessoriane in classi e sezioni della scuola primaria e dell’infanzia-IC Varzi
3.2 Alternanza Scuola/Lavoro in Alto Oltrepò
3.3 Summer School delle aree interne in Alto Oltrepò
3.4 Percorso IFTS in tecniche di monitoraggio e gestione del territorio e dell’ambiente
3.5 Percorso IFTS in tecniche di progettazione e realizzazione di processi artigianali e di trasformazione agroalimentare
3.6 Percorso IFTS in tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio
3.7 Formazione continua, permanente e di specializzazione in Alto Oltrepò

Aumento della propensione dei giovani a permanere nei contesti formativi e migliorare la sicurezza e la fruibilità degli ambienti scolastici

4.1 Polo della Conoscenza a Varzi

Nascita e il consolidamento delle micro, piccole e medie imprese nelle filiere territoriali

5.1 Innovare e monitorare l’Appennino Lombardo
5.2 Innovare e sperimentare in Alto Oltrepò
5.3 Sostegno alla competitività ed innovazione delle imprese nelle destinazioni turistiche nel area interna Appennino Lombardo – Alto Oltrepò Pavese
5.4 Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale

Miglioramento della mobilità da, per ed entro le aree interne al fine di rendere più accessibili i servizi sul territorio

6.1 Mobility manager per l’area interna
6.2 Mobilità e sostenibilità in Alto Oltrepò

Aumento, consolidamento, qualificazione dei servizi di cura rivolti a persone con limitazioni dell’autonomia e potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari e sociosanitari territoriali

7.1 L’infermiere di comunità per un territorio coeso e solidale, integrato nel sistema delle cure
7.2 Un sistema Hub and Spoke in Alto Oltrepò grazie alla Telemedicina
7.3 Crescere insieme in Alto Oltrepò
7.4 Una comunità coesa e solidale in Alto Oltrepò
7.5 Inclusione sociale per disabili in Alto Oltrepò

Rafforzamento del livello di integrazione e analisi delle politiche relative allo sviluppo sociale ed economico nell’area l’incremento delle capacità progettuali degli Enti Locali

8.1 Capacity Building in Alto Oltrepò

Incremento del livello occupazionale a livello locale

9.1 Dote unica lavoro Alto Oltrepò

Incremento del livello di occupazione in agricoltura

10.1 Interventi per lo sviluppo del sistema agro-silvo-pastorale dell’Appennino Lombardo ai fini del rilancio ed innovazione multifunzionale delle attività agricole tradizionali ed Incentivi
per il potenziamento della banda larga

Bandi

Bandi per le imprese Strategia Aree Interne

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Dipende da: Progetti
Ultima modifica: 11 Settembre 2019 alle 10:19
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